UN SALTO VERSO LA PACE

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nLe Olimpiadi come luogo di pace globale

La pace olimpica fu istituita da Ifigene e Cleostene di Pisa, insieme a Licurgo di Sparta, e rimase in vigore per tutte le edizioni successive. Gli obiettivi della tregua erano molteplici: permettere agli atleti e ai pellegrini di viaggiare in sicurezza attraverso la Grecia e garantire che il territorio olimpico fosse considerato neutrale.

In epoca moderna, nel 1993 l’ONU ha approvato la “Olympic Truce Resolution” per promuovere la pace durante i Giochi. Oggi, tuttavia, la tregua olimpica ha soprattutto un valore simbolico.

Le Olimpiadi come luogo di pace tra gli individui

Uno degli esempi più eclatanti di pace generata dallo spirito olimpico è l’amicizia nata tra Jesse Owens e Luz Long, resa celebre dal loro leggendario rapporto alle Olimpiadi di Berlino del 1936.

Owens, atleta afroamericano, e Long, atleta tedesco ritenuto il prototipo della “razza ariana” (alto, muscoloso, biondo e con gli occhi azzurri), erano considerati non solo rivali sportivi, ma anche simboli viventi di una contrapposizione etnica e politica voluta dalla propaganda nazista.

Specialisti nel salto in lungo, Owens durante le qualificazioni commise due salti nulli e rischiò la squalifica. Fu allora che Long si avvicinò a lui per offrirgli consigli su come modificare la rincorsa e garantire un salto valido. Questo gesto, compiuto sotto lo sguardo di un regime che puntava sulla supremazia razziale, rappresentò una dimostrazione coraggiosa di lealtà sportiva e umanità.

Dopo la gara, che vide Owens vincere l’oro e Long aggiudicarsi l’argento, i due sfilarono insieme nel giro d’onore allo stadio, sfidando apertamente l’ideologia discriminatoria del regime. La loro stretta di mano davanti a centomila spettatori divenne uno dei simboli più potenti dell’intera storia olimpica.

Prima di morire, Long lasciò a Owens una lettera in cui gli chiedeva di raccontare ai suoi figli la loro immensa amicizia. Questa lettera, poi resa pubblica, è considerata una testimonianza straordinaria di come lo sport possa creare legami capaci di superare confini, ideologie e conflitti.